La Conversione dei Siti Militari >> Bonifica >> Amianto
Il problema della bonifica da amianto1, in Italia messo al bando a partire dal 1992, riguarda molti dei siti militari dismessi. Amianto è il nome generico con cui si indica un gruppo di silicati idrati che si trovano in natura in numerose parti del mondo, in particolare in Canada, in Russia e in Sud Africa. Le uniche miniere di amianto europee si trovano in Grecia ed in Italia. Esistono fondamentalmente 6 varietà di amianto, suddivise in due grandi gruppi: amianti di serpentino che sono costituiti dal crisotilo o amianto bianco e amianti di antibolo che comprendono la crocidolite o amianto blu, Yamosite o amianto bruno, Yantofillite, la tremolite e Yactinolite.


Una volta separato dalla roccia madre, l'amianto è un materiale dalla caratteristica struttura fibrosa. Le fibre di crisotilo hanno lunghezza variabile, fino a 5 cm, mentre quelle di crocidolite possono raggiungere anche gli 8 cm. Peraltro tutte le fibre di amianto hanno diametri estremamente sottili, assicurando quindi un elevato rapporto lunghezza/diametro. Inoltre, in virtù della disposizione spaziale dei legami chimici, le fibre di amianto tendono facilmente a separarsi nel senso della loro lunghezza, dando luogo a fibre ancora piĆ¹ sottili ("fibrille" dal diametro di 0,02-0,04 micron, mille volte più sottili di un capello umano).2

I metodi di bonifica che possono essere applicati ai materiali di amianto-cemento ed in particolare alle coperture sono: la rimozione, l'incapsulamento e il confinamento, che nel caso delle coperture viene definito sopracopertura. La rimozione consiste nello smantellamento dei manufatti in amianto-cemento e sostituzione con altri materiali. Ha il vantaggio di eliminare del tutto l'amianto e i problemi connessi alla sua presenza. I materiali rimossi costituiscono rifiuti pericolosi che devono essere correttamente smaltiti. L'incapsulamento consiste nel trattamento della superficie con prodotti che inglobano le fibre di amianto impedendo la loro liberazione dalla matrice cementizia. L'inconveniente principale è la persistenza dei materiali di amianto nell'edificio con conseguente obbligo del piano di controllo e manutenzione. Ha peraltro il vantaggio di non dar luogo alla produzione di rifiuti pericolosi, ma non ha alcuna capacità di ripristinare le condizioni strutturali e funzionali.

L'applicazione più frequente della tecnica di confinamento ai materiali di cemento-amianto è la sopracopertura, che consiste nell'installazione di una nuova copertura al di sopra di quella preesistente che rimane in sede. Anche in questo caso i materiali di amianto rimangono nell'edificio e deve essere mantenuto in essere un piano di controllo e manutenzione. A differenza dell'incapsulamento, la sopracopertura realizza un nuovo tetto con caratteristiche del tutto indipendenti, e quindi consente di ripristinare le condizioni strutturali e funzionali della copertura in amianto-cemento. La scelta del metodo si fonda quindi sulle condizioni dei materiali di amianto e sugli obiettivi che si vogliono conseguire. Va tenuto presente, però, che a differenza dei materiali friabili, i manufatti di amianto in matrice cementizia rilasciano fibre con estrema difficoltà.



1 In Piemonte la bonifica da amianto è regolata dalla L.R. n. 30 del 14 ottobre 2008
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F. D'Orsi, Amianto valutazione, controllo, bonifica, EPC Libri, Roma, 2007