La Conversione dei Siti Militari >> Bonifica >> Aspetti normativi
La tematica relativa alla bonifica delle aree contaminate viene introdotta per la prima volta nel sistema normativo italiano con l'art. 5 della Legge 29/10/1987, n. 441 recante: "Disposizioni urgenti in materia di smaltimento rifiuti", che ha costituito le fondamenta concettuali su cui si è poi sviluppata tutta la successiva normativa in materia. La prima normativa organica interamente dedicata alla bonifica delle aree contaminate è però costituita dal D.M. 16/05/1989, con la quale si tracciava l'iter per la stesura dei piani regionali di bonifica (PRB) nonché gli obiettivi cui questi dovevano tendere.

Successivamente con il Decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Decreto Ronchi) è stato disciplinato in modo organico e sistematico il settore relativo alla gestione dei rifiuti precedentemente regolato da una normativa complessa e frammentaria facente capo al D.P.R. 10 Settembre 1982, n. 915. Nel suo insieme il Decreto Ronchi, nel conformarsi ai principi comunitari di responsabilità condivisa, di favore per la prevenzione, di priorità del recupero rispetto allo smaltimento e di promozione degli strumenti economici finalizzati alla prevenzione, mette in luce l'importanza dell'istituto della bonifica e del ripristino ambientale dei siti inquinati.


L'aspetto delle bonifiche rappresenta quindi uno degli elementi cardine e portanti di tutto l'impianto del Decreto Ronchi e del successivo D.M. 25/10/99, n. 471, che costituisce il regolamento attuativo dell'art. 17 del D.Lgsl. n. 22/97, in cui viene per la prima volta fornita la definizione di sito contaminato, di sito potenzialmente contaminato, di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale. Il 29 aprile 2006 è entrato in vigore il d.lgs. n. 152/2006, con cui il legislatore ha provveduto al riordino della disciplina nazionale in materia ambientale.

Il Codice sull'ambiente, riprendendo i precedenti interventi legislativi, ha per oggetto la tutela ambientale in relazione al territorio, alle risorse idriche, alla gestione dei rifiuti, al suolo e all'aria. Il corpo normativo, però, non si limita a raccogliere e coordinare le precedenti discipline in materia ambientale, ma modifica radicalmente la materia, indicando nuovi obiettivi, criteri e strumenti per la tutela del bene ambiente. In particolare, significative innovazioni sono state introdotte con riferimento alle procedure di bonifica dei suoli contaminati, rispetto alle quali non sono solo cambiati i tempi di intervento e le competenze degli enti locali, bensì sono stati rivoluzionati gli obiettivi da raggiungere: la tutela dell'ambiente diviene lo strumento per garantire la salute dell'uomo, nuovo metro per valutare la necessità o meno di intervenire sul sito e per definire le modalità e i tipi di intervento. La nuova disciplina, dunque, appare subito impostata secondo criteri antropocentrici e tenendo conto delle esigenze economiche e imprenditoriali degli operatori privati.1




1 G. Inzaghi, F. Vanetti, G. Filauro, M. Brevi, Bonifiche e risanamento nel nuovo Testo Unico sull'Ambiente, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2007