La Conversione dei Siti Militari >> Tecnologie >> Energie rinnovabili
La soluzione ai problemi energetici e ambientali potrebbe essere un insieme di tecnologie diverse e parte di questa soluzione sono certamente le energie rinnovabili, che potrebbero trovare una interessante applicazione all'interno dei numerosi siti militari dismessi, come del resto dimostrano alcuni esempi di successo descritti in questa ricerca.

"Il nome di rinnovabile si è imposto, ma non vi è niente che si rinnova. Infatti per il primo principio della termodinamica l'energia non si crea né si distrugge. Invece, per il terzo principio, tutto si deteriora. Questo processo è inarrestabile e per quanto ne sappiamo ineluttabile. Si tratta però di fonti energetiche le cui riserve certamente oltrepasseranno gli orizzonti temporali della nostra civiltà. Innfatti l'homo sapiens esiste da circa 28.000 anni, mentre il sole è destinato a durare ancora 4-5 miliardi di anni. In questa ottica anche i combustibili fossili potrebbero essere considerati rinnovabili a patto di limitare il loro utilizzo alla quantità che la terra può produrne durante la nostra vita".1


Le fonti rinnovabili hanno la caratteristica di avere bassi impatti ambientali, perché la loro energia primaria o è disponibile ma viene dissipata in calore (riscaldamento terrestre) oppure è contenuta in zone inaccessibili (geotermico). Le centrali di energia rinnovabile tendono però ad essere più ingombranti delle centrali tradizionali ed è soprattutto questo il motivo per il quale vengono osteggiate. Per esempio nell'idroelettrico sono necessarie dighe che sommergono vaste zone, nell'eolico gli impianti si vedono a grandi distanze modificando il paesaggio, nel fotovoltaico quando in futuro la produzione sarà rilevante serviranno grandi estensioni di pannelli.

D'altra parte esistono esempi interessanti dell'applicazione delle tecnologie rinnovabili attraverso combinazioni energetiche diverse. Tra questi Samsø, isola della Danimarca, rappresenta una meraviglia ecologicha e forse il modello di area più ecologista del pianeta oggi. Grande tre volte Ischia, annovera 4500 abitanti, 22 centri urbani e 21 turbine eoliche. Tra campi coltivati, si ergono i robusti pali bianchi: sferzate da raffiche alla velocità di 32km/h, le pale ruotano nel cielo danese convertendo l’energia del vento in 105 milioni di kWh annuali di elettricità, con cui sono alimentate più di 600 abitazioni.

Tutto iniziò nel 1997, quando l’Agenzia Danese per l’Energia, interessata a sperimentare soluzioni per ridurre l’impronta ecologica degli insediamenti urbani nel Paese, lanciò un concorso nazionale con l’obiettivo di individuare il sito ideale da trasformare nel giro di 10 anni nel paradiso ecologico, ossia un'area abitata approvvigionata esclusivamente da energia prodotta da fonti sostenibili.


1 A. Bartolazzi, Le energie rinnovabili, Hoepli, Milano, 2006, pag.16


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