La Conversione dei Siti Militari >> Home Page
"Nel mondo circa 8000 installazioni militari che coprivano più di un milione di ettari sono state convertite ad uso civile dalla svolta del secolo. Molti di questi siti chiusi sono nei territori della NATO e dello smantellato Patto di Varsavia […]. Le basi militari più vaste impiegavano decine di migliaia di militari e personale civile".1


La conversione (o riconversione)2 dal militare al civile si basa su processi graduali che prevedono innanzitutto la bonifica del territorio, un dovere obbligatorio anche per legge (si veda la legge 152/2006 e s.m.i.); più che di una rapida soluzione si tratta di percorsi complessi e non privi di difficoltà. Preparare la conversione per tempo dà maggiori garanzie di successo all'iniziativa: prevenire e contenere il contraccolpo economico alla chiusura di un'area militare non è quindi solo ampiamente possibile, ma opportuno e utile.

 Nella foto base militare statunitense abbandonata

In Italia gli studi e i progetti sulla trasformazione dei siti dal militare al civile sono carenti: la problematica legata al recupero delle aree militari è stata trascurata nonostante la presenza di molti siti da recuperare. Questa ricerca intende fornire informazioni, contributi scientifici, riflessioni, strumenti teorici, esempi pratici ed indicazioni metodologiche ai diversi soggetti interessati ai processi di conversione dal militare al civile in Europa, con particolare attenzione al caso italiano. Non è difficile spiegare che il recupero virtuoso delle aree militari, costituite da diverse tipologie edilizie (caserme, poligoni di tiro, porti, basi militari, aeroporti), rappresenta potenzialmente per gli abitanti delle zone interessate un'importante opportunità di miglioramento della situazione locale a vari livelli, a cominciare da quello ambientale, sociale ed economico. Nuovi spazi, in alcuni casi già edificati, si rendono disponibili lasciando posto a progetti di recupero, ad attività di lavoro a minore consumo energetico, ad aree residenziali, rendendo libere anche vaste aree verdi.

Si può affermare che, per esempio per una base aerea, l’ipotesi di conversione più semplice da immaginare (vale a dire quella di trasformazione da aeroporto militare a civile), è una delle possibilità, ma non la più interessante ed opportuna, né la scelta più attuata. Nel caso di una base sparsa nel territorio dotata di un complesso notevole di strutture e prefabbricati, ad esempio, sono immaginabili svariate attività economiche, iniziative sociali e culturali sostitutive che, integrandosi, possono rilanciare un’economia nuova inserita nel territorio.


1 BICC - Bonn International Center for Conversion, Conversion Survey 1996, Oxford University Press.
2 "La letteratura americana distingue tra riconversione e conversione. Col primo termine si intende il ritorno alla produzione civile di una industria dopo una parentesi non troppo lunga di produzione militare: tipicamente ciò avviene dopo una guerra. Con conversione si intende invece il passaggio alla produzione civile di una industria che, in tempo di pace e in via permanente, è dedita alla produzione militare". M. De Andreis, Le esperienze di studio e la riconversione negli USA, p.41 in FIM-CISL, Della riconversione. Possibilità e strumenti... (V. Bibliografia).