La Conversione dei Siti Militari >> Progettazione >> Materiali
"Le materie prime non devono sempre provenire da giacimenti naturali, ma dall'uso ottimale di quanto produciamo".1

Da qualche tempo i progettisti e i costruttori più attenti dimostrano di aver acquisito una nuova consapevolezza rispetto al proprio ruolo e alle responsabilità nei processi di trasformazione dell'ambiente: la progettazione e la produzione edilizia sono orientate verso edifici più salubri, più sicuri e soprattutto più sostenibili.

"Più affinata è la conoscenza da parte del progettista di tutti quei fattori da considerare nella scelta dei materiali da costruzioni, quali la costituzione chimico-fisica del materiale, le modalità del rilascio di eventuali sostanze inquinanti, le tecniche di posa in opera, il comportamento del materiale in esercizio e in caso di incendio, più significativi saranno i risultati ottenibili in termini di qualità dell'aria interna".2


I VOC (Composti Organici Volatili) sono i principali inquinanti emessi dai materiali edilizi: appartengono agli inquinanti di natura chimica e sono composti da diverse sostanze, tra le quali prevalgono gli idrocarburi aromatici e clorurati, i terpeni e gli aldeidi, di cui i più diffusi negli ambienti sono la formaldeide e il toluene. Questi composti sono rilasciati dalla maggior parte dei prodotti da costruzione e prevalentemente dai prodotti di finitura (pitture, vernici, rivestimenti...) e da quelli intermedi per la posa (adesivi e sigillanti).

L'emissione dei contaminanti fisici è legata agli isolanti (lana di vetro e di roccia); i materiali che presentano nella loro composizione tufo o pozzolana sono invece fonte di radon; infine, legno, tapezzerie, moquette e carte da parati sono responsabili dello sviluppo di contaminanti biologici, funghi e batteri. Per ridurre l'esposizione agli inquinanti e garantire una buona progettazione è bene ricordarsi di:
- scegliere materiali "bassoemissivi" e facilmente pulibili, tenendo conto degli usi e delle condizioni di esercizio;
- verificare che i materiali siano stabili e durevoli nel tempo, prevedendo un programma di manutenzione;
- evitare superfici estese di materiali assorbenti, che potrebbero rilasciare le sostanze inquinanti successivamente;
- determinare se gli utenti saranno a contatto con i materiali;
- valutare il rapporto tra volume degli ambienti e superficie esposta dei materiali inquinanti.



1 L. Bistagnino, Design Sistemico: progettare la sostenibilità produttiva e ambientale, Slow Food Editore, Bra (CN), 2009, pag.81
2 M. Grosso, G. Peretti, S. Piardi, G. Scudo, Progettazione ecocompatibile dell'architettura, Sistemi Editoriali, Napoli, 2005, pag. 444